Per souvenir, un secchio.

Sono da poco  rientrata dal mio primo viaggio in India, e la curiosità degli amici si è centrata sulle aspettative legate a quel luogo affascinante. “L’India delle contraddizioni: miseria tecnologia spiritualità”, “Gli odori, i colori,le spezie”.”La casa madre dello yoga, e chissà quanto avrai imparato!”,

A dispetto delle aspettative, posso onestamente affermare che  l’India mi ha dato un grande insegnamento attraverso un secchio nella doccia.  Mi piace pensarlo come un secchio souvenir, un oggetto che riporta a un luogo. E il ricordo che gli lego è l’importanza dei gesti di attenzione nel quotidiano, dove spesso è grande lo spreco.effetto-yoga

E non stato facile capirlo!

Il secchio è stato un must di ogni bagno indiano in alberghi e ashram, sempre collocato nella doccia. Per a precisione, c’era anche una caraffa di plastica, di quelle che noi usiamo per dosare… ma confesso di avergli dato poca attenzione.

La prima volta ho guardato quel secchio con aria di sufficienza (uff… se lo  sono scordato qui), ma al secondo bagno con relativo secchio mi sono posta delle domande. E ho ottenuto  una semplice spiegazione:  “Riempi il secchio, e ti lavi buttandoti addosso l’acqua con la caraffa”. “Ma non c’è la cabina e l’impianto per la doccia?”, “E allora lasciaci dentro il secchio, l’acqua pulita ti scorre addosso e  un po’ di quella che eccede andrà nel secchio”. In entrambi i casi, l’acqua che avanza può essere usata al posto dello sciacquone del water.Semplice no? Forse troppo.

Rientrata in Italia, ho iniziato a fare attenzione all’acqua, azzardando  un piccolo esperimento domestico. Per un giornata ho versato nel mio annaffiatore verde l’acqua pulita in eccedenza (quella con cui lavavo la frutta, quella dove avevo lessato le patate,  etc). Alla sera, avevo raccolto otto litri d’acqua.

Il giorno dopo ho messo un secchio blu nella mia doccia. Non è stato  un gesto  mirato solo all’ambiente o alla bolletta dell’acqua, ma quasi un impegno di non-superficialità, con cui esprimere il mio desiderio di limitare gli sprechi.

E con il secchio souvenir ho portato nel quotidiano un tema fondamentale nello yoga:  il rispetto per l’energia, intesa come acqua e luce ma anche come energia personale.   Con la pratica, impariamo a stare nelle asana senza sforzo eccessivo, senza usare muscoli che non servono, con l’energia per tenere la posizione ma senza sprechi. Con la consapevolezza di mettere in uso quello che  serve, e riservare il resto per dopo. Proprio come l’acqua nel secchio.

Quindi, posso dire di avere iniziato a risparmiare acqua proprio grazie terra dell’immenso fiume Gange. Perchè avere abbastanza acqua non vuol dire essere autorizzati a sprecarla, no? Sat Nam!

Annunci

2 pensieri su “Per souvenir, un secchio.

  1. Quanti bei significati porta con sè un oggetto umile come un secchio… basta saperli osservare! Mi è piaciuta molto anche la frase: “Con la pratica, impariamo a stare nelle asana senza sforzo eccessivo, senza usare muscoli che non servono, con l’energia per tenere la posizione ma senza sprechi.” E’ un concetto che usiamo anche noi negli esercizi statici.

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...