Come faccio a iniziare?

Quando pensiamo di intraprendere qualcosa di nuovo  proviamo una certa reticenza di fondo, che ha l’effetto di bloccarci. Alcuni inizi pesano perché ci sembrano un cambiamento troppo grosso, che ci porterebbe a qualcosa che non è adatto a noi. Lo yoga è spesso tra questi inizi difficili.

La trappola è nel verbo “iniziare”, che implicitamente, suggerisce qualcosa che poi continueremo a fare con regolarità, quindi un impegno a lungo termine. Altrimenti useremmo parole come “provare”, “sperimentare”, “scoprire”!

E’ difficile accettare un inizio che ci suggerisca una vita diversa da quella attuale, gesti che non facciamo nel nostro quotidiano, cibi che mangiamo o non mangiamo ora. Ad esempio,  iniziare yoga potrebbe essere vissuto come un cambiamento radicale del proprio stile di vita (es. diventare asceti!) oppure un obiettivo impossibile (es. diventare snodati!).

Io sono le mie abitudini

yb-2Se ci pensiamo, ogni “inizio” va a scontrarsi con la barriera delle abitudini, cioè con il modo abituale di condurre la nostra vita. E’ come se ci fosse in noi “un tasto abitudine“, che schiacciamo senza pensarci!

Da un lato,  le abitudini ci danno una struttura di vita, ci definiscono come persone, descrivendo la nostra identità e affermando le nostre scelte. Mi identifico con le mie scelte alimentari. Ho l’abitudine di andare al mare in vacanza. Sono quello che non ama l’attività fisica.

Dall’altro,  molte nostre abitudini sono nate in  una fase di vita passata, e nel tempo le abbiamo continuate a portare con noi, anche se sono superate, se non dannose. Ad esempio, faccio sempre lo stesso percorso ed evito una nuova autostrada che accorcia ma costa! Non faccio colazione a casa e poi prendo 4 cappuccini di fila. Compro solo libri cartacei  e per leggere in treno finisco col portarmi una borsa pesantissima.

Io cambio le abitudini!
yb-2Cambiando le abitudini, cambia la nostra identità. Ma se fosse proprio qui il bello? Pensate a quando  avete fatto qualcosa di nuovo e vi è piaciuto. Rivivete il senso di energia, di rinnovamento. Una nuova abitudine può farvi ritrovare qualcosa di voi che non ricordavate di avere, oppure scoprire nuovi aspetti di sé.

Continuando con l’esempio dello yoga,  vi propongo 5 punti per iniziare – che valgono per ogni tipo di inizio !

  1. Riconoscere le abitudini: cosa mi cambierebbe?  Prendetevi un po’ di tempo, magari una tazza di thè, e pensate quali abitudini potrebbero andare contro lo yoga.
  2. Salutare il passato: ciao vecchie abitudini!  Immaginate di vivere senza queste abitudini che vanno contro lo yoga… e quali altre ne arriverebbero al loro posto.
  3. Iniziare col piede giusto: mettetelo sul tappetino, in questo caso! Andate e fate una lezione di prova con un insegnante (provare, non ho detto INIZIARE!)
  4. Non avere fretta: …mica siete “nati imparati”! (saggezza romana). E quell’asana che non vi riesce magari sarà la strada per scoprire un’attività fisica che vi piace. Vale anche per i punti 1 e 2.. le abitudini non si cambiano in fretta.
  5. Non sentirsi legati per la vita: domani è un altro giorno, no? E se al portone accanto fanno crossfit, perchè non andare a curiosare?

Vivere nella consapevolezza vuol dire uscire dagli automatismi  delle abitudini consolidate e quelle che potremmo lasciare, per farne spazio a di nuove. E questo credo che cambi tutto.

Non è solo iniziare, è entrare su un nuovo percorso che abbiamo scelto. E’ per rinnovare noi stessi e vivere la vita che vogliamo. Sat Nam!

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4 pensieri su “Come faccio a iniziare?

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  3. Bellissimo post… Col daoyin è andata in modo simile: mia moglie voleva provarlo e io, che in quel periodo non correvo per infortunio, l’ho accompagnata, giusto per fare qualcosa… dicendo però: “tanto il mio sport resta e rimarrà la corsa!”
    Alla fine è successo che mi sono appassionato, il daoyin è diventato il mio sport principale al punto che sto studiando per diventare istruttore. Poi è venuto il taijiquan e la corsa è diventata uno sport complementare… una sorta di Cenerentola da praticare ogni tanto…

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