Piacersi o piacere?

Non so se qualcuno  abbia mai scelto lo yoga per sentirsi più bello, ma posso affermare con certezza che una pratica regolare ha dei forti risvolti estetici! Porta a guardarsi con altri occhi, ad apprezzarsi e a coltivare il rispetto di sé. Perché il dilemma segreto e implicito del sentirsi belli credo sia tra “piacere” o “piacersi”.

Spesso, “piacersi” nasconde l’idea di “andare bene agli altri”, cioè di essere ben allineati a uno standard convenzionale di bellezza fisica, solitamente molto, molto elevato.

Il rischio  è un  rapporto conflittuale col proprio corpo, soprattutto se questo  non corrisponde alle aspettative comuni, con immense ricadute negative sull’autostima e sull’amore di sé. Le donne, in particolare, subiscono la dominanza questi standard estetici esigenti (anche se non mi sentirei di escludere del tutto gli uomini…).

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Il cerchio dell’Albero (Vrkasana)

La bellezza delle asana

Gli  insegnamenti  dello yoga spesso sono  letti in una luce distorta.  Ad esempio, la familiarità col fitness occidentale porta a dare risalto  alla forma fisica dell’insegnante e alle asana complicate. La nostra familiarità alla competizione sportiva fa sentire fuori dallo yoga chi non ha prerequisiti quali  flessibilità e concentrazione.

Cambiando la lente di lettura, vi invito a notare  le forme perfette e armoniose che si creano con lo yoga. Un corpo posto in un’asana, anche la più semplice, esprime bellezza. Non contano l’età, la taglia, le rughe, o i modelli estetici dominanti. Non conta la tecnica perfetta. Conta quanto profondamente si è in quell’asana. Conta quanto le qualità dell’asana sono colte col corpo ed espresse nella mente. L’equilibrio leggero dell’Albero, la serenità stabile di una posizione di meditazione.

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Loredana Gaeta,  Posizione facile (Sukhasana)

Asana significa “posizione tenuta comoda” e praticarla vuol dire sentirsi comodi nella propria vita e comodi nel proprio corpo. Non è un gesto solo fisico, è  un momento di intimità con sé stessi, in cui ci si scopre nel corpo e nella mente. Si impara ad ascoltare le reazioni dei muscoli e il respiro,  a riconoscere le sensazioni e le emozioni che si provano.

Asana al femminile

Per esperienza personale, posso  dire che proprio il tappetino è lo spazio dove ogni donna può ri-trovare la sua bellezza intensa e vera. Senza timori, senza dubbi. Lo yoga diventa un viaggio profondo  in sé stessa e ogni asana diventa un modo di conoscersi e scoprirsi, una possibilità di ri-costruirsi nella  bellezza, per poi esprimerla fuori del tappetino, nella vita quotidiana.

Ripenso alle tante espressioni di sorpresa da parte di donne che  non pensavano di riuscire a “fare” o “stare” in un’asana, e che ci sono riuscite quando hanno pensato di “essere” in quella posizione come espressione di sé stesse, non come competizione o set fotografico.

Lo yoga non promette un nuovo corpo. Lo yoga offre una nuova consapevolezza! Yoga è unione, non critica di sé. E’ percorso, non barriera. E’ cura, non giudizio. E’ ricerca della propria vera identità, proprio come esprime il mantra “Sat Nam”.

Dedico questo post alle mie allieve, donne meravigliose, ricche e profonde, che mi hanno provato come ci sia un’asana nel cuore di ognuna di noi, che ci rappresenta e ci sostiene!

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2 pensieri su “Piacersi o piacere?

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